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Mangiare frutta in quantita' libera durante una dieta...

Pubblicato il 25 settembre 2014

Questo tema sta particolarmente a cuore a chi deve ritrovare il giusto peso forma: si può mangiare la frutta in quantità e qualità libera durante una dieta? La risposta è no!

Frutta di stagione

Non esistono cibi che fanno dimagrire quindi privilegiare il consumo di frutta in una dieta non è il modo migliore per perdere peso. Sicuramente la frutta deve trovare posto sulle nostre tavole ogni giorno, e in almeno una porzione; sia perché ricca di Sali minerali, vitamine e fibre ma anche perché, nel contesto sia di una dieta sana e bilanciata che di un regime ipocalorico, può favorire il senso di sazietà quindi indurre a consumare quantità minori di altri cibi più “ingrassanti”.

Però è necessario ricordare che la frutta è ricca di zuccheri semplici (fruttosio) che incidono quindi sull’ introito calorico giornaliero e sopratutto e sulla glicemia. Il suo consumo va quindi controllato, e questa è una raccomandazione che vale per chi vuole perdere peso ma anche e sopratutto per chi presente glicemia elevata (non solo i diabetici conclamati) o ipertrigliceridemia.

Le linee guida per una corretta e sana alimentazione consigliano il consumo di 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura, privilegiando il loro consumo al naturale (possibilmente cruda), in modo che conservino integre tutte le proprietà nutrizionali contenute. Quindi anche il paziente diabetico, o semplicemente chi deve perdere peso, può consumare la frutta….anzi deve consumarla!..il segreto è selezionare quei prodotti che contengono meno zuccheri e che hanno un basso indice glicemico, con un occhio sempre alle quantità!

Indice glicemicoL'indice glicemico misura la capacità di un determinato zucchero (glucide) di alzare la glicemia dopo il pasto, rispetto a uno standard di riferimento che è il glucosio puro (I.G.100). Questo parametro misura perciò il potere “glicemizzante” di un glucide, ossia la sua capacità di liberare una certa quantità di glucosio e, di conseguenza, la sua capacità d'indurre una secrezione d'insulina. Una eccessiva liberazione di insulina è alla base di patologie quali obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardio-vascolari. L'indice glicemico tuttavia deve essere considerato solamente un indicatore numerico di riferimento perché è necessario ricordare che esso è influenzato da numerosi fattori quali la varietà dell'alimento, il grado di maturazione, il tipo di preparazione o cottura dell'alimento e l'eventuale associazione nel contesto di un pasto con grassi, fibre e proteine. Inoltre bisogna tenere presente che la quantità totale di carboidrati (zuccheri) ricavati da un determinato cibo (carico glicemico) è spesso più importante della loro qualità (indice glicemico). Infatti il rilascio totale di insulina non dipende tanto dall'indice glicemico ma dal carico glicemico, cioè dal prodotto tra indice glicemico e la quantità di carboidrati ingerita In altre parole, quindi, anche la frutta zuccherina può essere consumata con le dovute accortezze, prima fra tutte la moderazione della quantità!

Alle persone che devono affrontare un percorso dietetico ipocalorico e a chi presenta determinate patologie (es diabete e ipertrigliceridemia) sono sconsigliati frutti come cachi, fichi, banane, uva, frutta candita e disidratata e frutta sciroppata; è raccomandato invece consumare giornalmente mele, pere, nespole, fragole, albicocche, arance, pesche, lamponi e mirtilli, ovviamente ponendo sempre attenzione alle quantità.

Frutta in quantità in regime dieteticoQuindi, se state seguendo una dieta ipocalorica, non privatevi della frutta che è un ottimo alimento ma consumatene con moderazione!